Larougetlenoir

Le monde n’est qu’une branloire pérenne (Michel de Montaigne)


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FOTOGRAFIA DI UNA MEMORABILE GIORNATA

Ingresso

La registrazione: emozionata come una scolaretta varco i cancelli de La Sapienza (realizzando – a distanza di 30 anni – una fantasia giovanile). Ho appuntamento con Mauro che arriverà trafelato con 15 minuti di ritardo ma perfettamente in orario con l’inizio dei lavori al primo piano dell’edificio Marconi. Mentre nell’atrio cominciano ad affluire  i corsisti, dal terrazzo arrivano rumori di stoviglie e deliziosi profumi di melanzane alla parmigiana. In un curioso gioco di presentazioni cerco di individuare i membri attivi del forum tra le persone presenti.

Saluti vari… e altro: alle 13 nell’aula Amaldi gremita, dove mi commuove la gigantografia dei “ragazzi di via Panisperna”, un indaffaratissimo prof Cosmelli inizia ufficialmente l’incontro dando la parola al Rettore prof. Luigi Frati che si spinge ben oltre le frasi di circostanza, arrivando a promettere un occhio di riguardo nei confronti del Dipartimento di Fisica (assunzione di un precario!?!) come premio dell’opera gratuitamente prestata dal nostro amato prof. per la realizzazione del nostro corso.

Il festante clima che serpeggia in aula Amaldi si stempera in un silenzio ammirato quando il prof. consegna l’attestato cartaceo alla giovanissima Rebecca. Ed era questa la sorpresa annunciata: una ragazzina di 10 anni che ha completato il corso.

Poi si procede con la consegna dei doni e quindi… tutti al buffet.

Momento di convivialità: la prelibatezza dei piatti (parmigiana di melanzane, pasta al pesto, insalata di riso, affettati, focacce e schiacciatine ripiene, frutta, dolce, caffè e vino del buffet superbamente allestito nello spazio antistante all’edificio Marconi) non impedisce ai convitati dotte disquisizioni mentre il prof. si muove in perfetto equilibrio tra le domande di uno e le proposte di un altro, a conferma  della disponibilità, competenza e savoir faire espresse nei video e sul forum.

La foto di rito dei Cosmelli’s boys produce vivaci discussioni sul luogo, esposizione, disposizione, quietate con uno scherzoso invito ad usare Photoshop.

Torniamo quindi in aula Amaldi per il “dibattito” pomeridiano che si incentra su alcuni nodi: a) il significato dei Mooc su cui interviene il prof. Maurizio Lenzerini responsabile Coursera per La Sapienza; b) la peer-review; c) il rapporto tra cultura scientifica e crescita mentre occhieggia dal proiettore un lavoro del prof. del 2011 su “Tecniche di costruzione di un cittadino inconsapevole comunicazione scientifica e paura”. Non abbiamo il tempo di approfondire il discorso perché ci incalza l’appuntamento con lo spettacolo del laboratorio teatrale.

(NOTIZIA! Il 17 luglio su Rai uno alle 21 sarà in onda il prof. nella terza puntata di Superquark. Non perdetevi l’evento.)

RMQ14 Commedia Quantistica Relativistica

Per coloro che con il poeta dovrà dir sospirando: “io non c’era” tento una sintesi.

7 quadri (presentati e collegati da un Cosmelli-attore perfettamente calato nella parte)

legati dal filo rosso del processo alle nuove teorie scientifiche in cui il tribunale giudicante chiede prove e dimostrazioni.

1° quadro Rosario (la presentazione paradossale delle “nuove litanie” suscita in me un vero e proprio attacco di fou rire)

2° quadro L’urto (sala di pronto soccorso, medico, infermiera, poliziotto in un dialogo da signor Veneranda per ricostruire l’evento dello scontro tra elettroni, fotoni, particelle, annichilazione)

3° quadro La funzione d’onda (proposta dal sapore felliniano nella ricostruzione dell’onda e delle particelle che qua e là appaiono)

4° quadro OndaParticella (un gioco a rimpiattino dietro una tenda: sono come tu mi vuoi mentre uno psicologo cerca di capire con quale personalità si confronta)

5° quadro La collina (teoria della relatività e paradosso temporale, con agili metafore freudiane e una garbata denuncia degli stereotipi omofobici)

6° quadro Higgs Tango (Milonga di particelle)

7° quadro Wormholes (una straordinaria dimostrazione dei mondi paralleli in cui siamo immersi)

Musiche, scene, costumi realizzati dal Laboratorio Teatrale de “La Sapienza”.

Sono circa le 19 quando saluto un prof evidentemente soddisfatto della kermesse che ha realizzato con il sostegno dei suoi fidati collaboratori. E siccome dietro un grande uomo c’è sempre una gran donna un doveroso ringraziamento alla signora Cosmelli che ha coordinato la giornata.
Mi avvio verso l’uscita insieme a Mauro e alla mia ospite intessendo  lodi sul nostro vulcanico prof e su  questa memorabile giornata.

 

P.S. Le foto sono state scattate da me e Mauro.

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SCIENZA E INTELLIGENZA

Ci sono momenti molto belli, sono quelli in cui entri in contatto con persone intelligenti, persone che raccontano cose difficili in modo semplice e chiaro. Incontrarle è per me fonte di gioia! Oggi, girovagando sulla rete, ne ho incontrato una: una giornata ben spesa!

 

Giovanni Organtini cura un bellissimo e interessantissimo blog


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Ancora un cielo

Qualche giorno fa, in questo maggio atmosfericamente instabile, il cielo ha assunto colori tenui. Nello spettacolo del cielo si sono mescolate una miriade di sfumature.

Per dare un’idea del perché insisto con le immagini del cielo e delle nuvole una citazione letteraria tratta da Charles Baudelaire – Le Spleen de Paris:

L’étranger

“Qui aimes-tu le mieux, homme énigmatique, dis ? ton père, ta mère, ta soeur ou ton frère ?
– Je n’ai ni père, ni mère, ni soeur, ni frère.
– Tes amis ?
– Vous vous servez là d’une parole dont le sens m’est resté jusqu’à ce jour inconnu.
– Ta patrie ?
– J’ignore sous quelle latitude elle est située.
– La beauté ?
– Je l’aimerais volontiers, déesse et immortelle.
– L’or ?
– Je le hais comme vous haïssez Dieu.
– Eh! qu’aimes-tu donc, extraordinaire étranger ?
– J’aime les nuages… les nuages qui passent… là-bas… là-bas… les merveilleux nuages !”
Cielo 24


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La strada che non ho preso

Per restare sul tema della MQ, che in questo periodo assorbe parecchie delle mie energie, una poesia. L’idea di pubblicarla nasce dal libro “La fisica dei perplessi” di Jim Al-Khalili in cui viene citata.

Robert Frost

The Road Not Taken   (1920)strade

 

Two roads diverged in a yellow wood,

And sorry I could not travel both

And be one traveler, long I stood

And looked down one as far as I could

To where it bent in the undergrowth;

 

Then took the other, as just as fair,

And having perhaps the better claim,

Because it was grassy and wanted wear;

Though as for that the passing there

Had worn them really about the same,

 

And both that morning equally lay

In leaves no step had trodden black.

Oh, I kept the first for another day!

Yet knowing how way leads on to way,

I doubted if I should ever come back.

 

I shall be telling this with a sigh

Somewhere ages and ages hence:

Two roads diverged in a wood, and I—

I took the one less traveled by,

And that has made all the difference.